
l’appuntamento era alle 9. Conoscendo i ragazzi mi sono presentato alle 10. L’idraulico non era ancora arrivato, così ho avuto modo di spiegare di nuovo (quante volte l’avrò fatto?) l’impianto elettrico al muratore.
Lui: “Dottore, ma qui c’è segnato un interruttore che non capisco”, io: “è quello che comanda la luce sopra il piano di lavoro della cucina”; lui all’altro: “vedi? te l’avevo detto che c’era una prensilitica!”.
Arriva l’idraulico (sulla trentina, sul metro e novanta, sul quintale, sul molto peloso) e, senza salutare, inizia a turbinare per la casa cercando di capire cosa deve fare. Il muratore all’idraulico (impropriamente): “questo è il proprietario”; e l’idraulico: “Mi fa piacere!”.
Ora: forse ho sentito male e lui ha detto “piacere!”, intendendo “felice di conoscerla”, e non “mi fa piacere!” intendendo “chi se ne frega!”, o forse ha capito che non sono il proprietario, fatto sta che non si è degnato nemmeno di fermarsi a farsi spiegare i disegni che, tra l’altro, non aveva con sé. I rapporti hanno preso subito una piega conflittuale. Sono comunque riuscito a fargli grugnire che lascerà i caloriferi smontati per darmi il tempo di dipingerli.
Domattina tornerò lì. Spero vivamente di trovare i caloriferi a terra e un grizly vestito da idraulico con i disegni in mano e tanta voglia di lavorare. Se no lo appendo al posto della prensilitica.