
Mi scuso con il gentile pubblico per l’assenza ma dal cinquantatreesimo sino a circa il settantesimo giorno la “situazione cantierino” volgeva sempre più al peggio: nel pieno della tormenta non ho avuto il distacco necessario per continuare a commentarne gli sviluppi. Cercherò di provvedere ora.
Eravamo rimasti all’idraulico. La mattina del 53esimo giorno mi si avverte della totale mancanza dei sanitari e dei rubinetti: nonostante l’ordine il fornitore non riusciva a fornire e se il fornitore non fornisce l’idraulico non può idraulicare. Questo spiega l’incazzatura del Grizzly che ha dovuto iniziare un lavoro che si sarebbe interrotto dopo solo mezza giornata.
Il 54esimo giorno scopriamo accidentalmente che il parquet ordinato non è quello corretto. Parentesi parquet: dopo aver scelto il produttore tra migliaia, abbiamo dovuto decidere il tipo di parquet tra 6 diversi (Large, Small, Elite, Fast, Slim, Brand), poi l’essenza tra 13 (Acacia evaporata, acero canadese, ciliegio europeo, doussié, frassino, iroko, larice senza nodi, noce europeo, olmo, rovere, rovere vaporizzato, teak asia, wengé) quindi la finitura (prelevigato o spazzolato grezzo) ed, infine, il trattamento (verniciato o oliato trasparente), per un totale di 6 x 13 x 2 x 2 = 312 combinazioni. Ora calcolate il tempo richiesto ad ogni nodo decisionale per capire l’offerta, fare una scelta, cambiarla, ritornare sulla scelta precedente, lacerarsi nel dubbio, prendere atto dell’estrema caducità della vita e tirare a sorte e avrete una blanda idea di quanto ci vuole per scegliere un parquet e, soprattutto, capirete l’incazzatura provata nel sapere che il nostro pavimento era stato ordinato oliato trasparente e non verniciato.
Il 55esimo giorno riusciamo a convertire l’ordine del pavimento in quello giusto (forse!) ma questo comporterà degli ulteriori ritardi.
Il 56esimo giorno ci dicono che 1 tipo delle 3 piastrelle scelte per le pareti del bagno era fuori produzione. Di nuovo un grande dilemma. Dopo un concilio ecumenico le piastrelle vengono ridotte a un tipo solo: bianco con fresature per il lungo, che andranno posate orizzontali o verticali a seconda dell’anfratto che le ospiterà.
Mentre il cantierino rimane bloccato in attesa di forniture dipingiamo caloriferi e continuamo con le finestre. Magna sorpresa il giorno 65esimo quando vedo scaricare dal camion le piastrelle sbagliate. (per un attimo ho addirittura pensato fossero di qualcun altro. Parliamo chiaro: che probabilità c’è che gli stessi muratori, davanti allo stesso portone, stiano scaricando piastrelle per il bagno di un’altra persona?). Salgo per scoprire che l’idraulico (un altro, ma altrettanto grizzlyforme) aveva fatto cadere i disegni che gli avevo appena dato dalla finestra nel cavedio inaccessibile.
Non ho avuto nemmeno la forza per un attacco isterico.